12.3.13

Il Torsosnello e i Filiponti

Sulla collina il sole sorgeva ogni giorno dolcemente riempiendo di tenui colori tutta la vallata. Un grande torsosnello la dominava, annunciando l'arrivo di una nuova giornata. La sua chioma era ampia e voluminosa, di un verde acceso in primavera, rossastra in autunno e violacea in inverno. I rami nodosi si disperdevano ai quattro angoli del cielo, tesi verso l'infinito.
Una sera d'autunno una coppia di fliponti si appollaiò stancamente su uno di essi. Erano alla ricerca di un nido per il loro amore. Il torsosnello scostò una fronda e mostrò loro una nicchia nel tronco dove sarebbero stati al caldo per l'inverno. I due ringraziarono con un profondo inchino e si diressero al riparo dove trovarono rametti e cibo.
Fu un autunno lungo, pieno di colori romantici e tempo per arredare la nuova casa. Usarono foglie di ogni tipo e le loro penne, mentre il torsosnello portò in regalo un cuscino di piume d'oca ed un piccolo lume per le serate romantiche.
L'inverno arrivò tardi ma non fece mancare il freddo. Nelle giornate tiepide i fliponti andavano in cerca di cibo, in quelle più fredde rimanevano al chiuso, presi a coccolarsi. Lei amava le storie d'amore che lui le raccontava mentre lui si lasciava coccolare dai suoi racconti di tragiche eroine medioevali. Ogni tanto ricevevano amici, altri coinquilini che quel magnifico albero ospitava fra i rami. Un paio di volte ci furono feste con suoni e danze al lume di candela.
Con la primavera arrivò una gradita sorpresa: il nido ospitava due uova. Lei le covava con dedizione e amore, lui si dava da fare per non farle mancare nulla. Era orgoglioso e felice, mentre i campi diventavano sempre più verdi, il sole più caldo e l'aria più odorosa.
In una notte magica, quella in cui i fosconi delle andurie che vivono alle radici del torsosnello cantano stupende canzoni d'amore, le uova si schiusero e nacquero i due piccoli fliponti e fu tutto un pigolio. Anche dagli altri nidi, magicamente, si levarono voci nuove. Decine di uccelli maschi si gettarono ai piedi dell'albero per prendere i fiori canterini che si facevano cogliere per fare serenate alle neo mamme. I pulcini pigolavano, i fiori cantavano, i maschi stringevano le proprie femmine con amore e più di una lacrima luccicò in quella sera di vita.
Non c'era tempo per dormire. Dopo qualche ora i nuovi papà si ritrovarono su un grande ramo. Chi beveva qualcosa, chi parlava, tutti ridevano e sorridevano. Le mamme avevano una nuova luce negli occhi.
Quella primavera trovò il torsosnello che pullulava di vita. Gli scoiattoli andavano su e giù per il tronco,fliponti, elifonti e mercegalli riempivano i nidi, oltre che altre decine di uccelli e specie di vita molto differenti.
L'albero cercava di nutrire tutti, cullava i pulcini con le sue grandi foglie e giocava con loro. Nei giorni di pioggia si ripiegava in se stesso creando dei ripari. Quando i piccoli erano ormai cresciuti, iniziarono a darsi appuntamento in una zona verso la cima della pianta dove la sera si potevano ammirare romantici tramonti e cantare a squarciagola senza disturbare nessuno.
La notte, al canto dei gufi, tanti andavano in coppie sui rami più lontani a guardare le stelle e rimanere abbracciati.
Con l'estate gli amori si erano fatti più caldi. Si cercava un po' di frescura al lago e ci si presentava alla famiglia.
Poco prima dell'autunno gli abitanti del torsosnello ripartirono, tutti insieme. Pulirono il nido per gli ospiti che sarebbero arrivati, si salutarono e volarono via, ognuno per la propria destinazione.
In uno stormire di ali infinito, la stagione era terminata.
Il torsosnello si sentì un po' solo. Sgranchì rami e foglie, si pettinò. Decise che aveva vissuto in quella valle per troppo tempo. Tirò su le sue radici e decise di andare in un posto più freddo, che quell'anno aveva voglia di neve, colori più intensi ed un bel camino acceso.

2 commenti:

  1. eppoi eppoi eppoi??? bellissimo racconto

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  2. [...] lei ho fatto una proposta alternativa: leggere il racconto ospitato da Troppicolori che trovate qui e trarne un disegno che la ispirasse. Prima di tutto fate un salto anche voi a sbirciare il [...]

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