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6.5.14

Proiezione_ (riflessioni di una mente contorta)

Buon pomeriggio, cari coraggiosi lettori!
Strano il titolo, eh?! Soprattutto quando la necessità di scrivere un post è scaturita da una concatenata serie di eventi che ti portano a riflettere su certi argomenti.
Non me ne vogliano i più esperti (oggi parliamo di psicologia), ma condividere fa più bene che male.


Non so quanti di voi abbiano recentemente visto le mie InstaFoto, ma se qualcuno le ha viste si sarà certamente reso conto che una bella pila di libri nuovi fiammanti è parcheggiata sul mio comodino da almeno una settimana.
Ho iniziato a smaltire il mucchio iniziando da quello più voluminoso.
"L'Arte di Vivere in Difesa" il primo romanzo di Chad Harbach, scrittore statunitense. Ho cercato questo libro per due anni, poi finalmente sono riuscita a incontrarlo su uno scaffale della Feltrinelli di Firenze, solo, che mi chiamava.

Tranquilli, non starò qui a tediarvi con il contenuto del libro, la recensione, le mie impressioni, i miei sussulti, almeno finchè non saranno finite tutte e 512 le pagine (sono già a 248 praticamente in 4 giorni!).

21.11.12

Certe Partenze...

Buon Mercoledì, cari Amici!
Come procedono questi giorni di pioggia interminabili?!

In questi giorni sono tornata nella terra natìa, nelle mie care Marche, dove ad aspettarmi c'era un freddo quasi polare e nel soggiorno sono stata accompagnata da litri e litri di acqua. E per quanto io sia una fan improbabile della pioggia e delle intemperie in generale, inizio ad accusare il buio quasi totale, dove, se non fosse per l'orologio che picchietta i secondi, il tempo sembrerebbe fermo tra le cinque e le sette del pomeriggio.

Probabilmente il tutto è accompagnato dall'imminente partenza, direzione Toscana, dove sto iniziando a mettere le radici, a cercare i primi legami familiari, dove i giorni iniziano a diventare meno ostili e i volti più sorridenti.
Ammetto che, come le mie più rosee previsioni dicevano (perciò figuriamoci!!), i periodi "no" iniziano a farsi sentire. Chiamatemi Pigra Cronica, ma io sono una di quelle che se sta lì non vuole tornare qui e viceversa, perchè devi fare la valigia, che non sai mai come riempire, perchè parti da casa con la borsa (che è talmente capiente che potrebbe aver risucchiato la vicina di casa, visto quanto pesa!), il computer portatile (che sia mai che lo lasci a Firenze, poi sembra che non puoi interagire con il mondo!!), e la valigia, che dentro non ha niente (perchè quando torni a casa ti accorgi che hai vestiario sufficiente solo per andare a dormire e per i giorni di permanenza rovisti nell'armadio nella speranza che magari, per sbaglio o per previdenza, hai lasciato quella maglia che ti sta tanto bene....ma ovviamente no!) ma pesa come bisonte zoppo, perchè ti trascini per la città, sgomiti nell'autobus sentendo il borbottio delle persone che "proprio non capisco perchè uno va in giro con la valigia..." e un po' ti scombussolano i nervi.

Senza considerare il viaggio. Appena hai fatto il biglietto sei rassegnato. Lo sai! Sei ore di viaggio interminabili che non riesci a giustificarti, soprattutto perchè per portarti a casa c'è un solo autobus, che taglia lo stivale per sbieco e che non si preoccupa di concederti delle alternative. E invece tu sai a memoria quella strada che va da Firenze a Casa, con quel traforo che ti risparmia tipo 3 ore di viaggio, e che non ti costringe a circumnavigare l'Africa prima di rimpatriare. Che poi passi il giorno prima della partenza a trovare qualcosa che non abbia orari tanto casuali, tipo che parte un solo autobus alle 5 di pomeriggio. Il viaggio della speranza...

Ed è qui che sento che "Certe Partenze" sono strane...

Mai capitato di sentirsi intrappolati tra il qui e il lì quasi in un limbo. Ogni volta che parto vado verso "casa", in entrambe le direzioni, ed è bello, perchè vai sempre in un luogo in cui, in un modo o nell'altro, ti senti al sicuro. Ma il problema è proprio partire, non tanto arrivare, la meta la conosci, e a volte a pensarci sei anche lieto di raggiungerla, ma quando parti, lo fai sempre da casa, anche se sono in luoghi molto diversi, con persone completamente diverse. E non puoi non sentire quel magone, quel poco di malinconia che ti prende la bocca dello stomaco e ti fa sentire un po' più lontana-

Lo scrivo proprio ora, che sono in treno (in treno?! essì, tra i vari tentativi per rientrare in terra straniera ho anche trovato un treno, che per arrivarci devi farti 120km in macchina, sfrecciare sotto gli appennini e raggiungere la stazione. Soluzione ottimale, non lo so!!). Sono qui su questo regionale veloce, che fa tutte le fermate del mondo, anche quelle che sono previste da un altro treno in un altro stato di un altro continente, ma che ti sicuramente il tempo di lasciarti pian piano alle spalle una casa e aprire le braccia all'altra, facendo sciogliere a poco a poco quel piccolo groppo che si forma ogni volta che saluti un volto familiare dall'altra parte del vetro. La mia mente fa capriole attorno a tutte le riflessioni che si aggrovigliano agitate, alla ricerca di una serenità equilibrata, che probabilmente il tempo aiuterà a raggiungere.



E così vi chiedo, amici e un po' confidenti, quali sono gli stratagemmi che usate più spesso per allontanare da voi la malinconia del distacco? Esiste un segreto che potete sussurrarmi, un consiglio che volete donarmi, un trucco che potete insegnarmi per sentirmi più leggera quando le distanze aumentano?? Vi prego di aiutarmi, così che torni un po' di allegria anche su queste pagine virtuali, altrimenti sarò costretta a pagarci un analista di gruppo!!

Nel frattempo, per chi avesse bisogno di ridestarsi dal turbolento autunno che miete vittime spargendo cupezza e mal'umore, vi consiglio le pilloline (di saggezza) di Giorgia, blogger di Colors on the Road che seguo con costanza!

.S


P.S. Per tutti quei trucchi, consigli  e segreti troppo delicati per essere spifferati ai venti del mare informatico, potete spedirli all'indirizzo troppicolori@gmail.com dove saranno apprezzati e custoditi con estrema cura!!
E prima di lasciarvi del tutto sono lieta di dirvi che a brevissimo vi parlerò della nuova idea che è cresciuta e maturata nelle nostre teste, con moltissime sorprese!!

16.10.12

Cronaca di un Viaggio_

Meraviglioso Martedì e Buona Settimana appena iniziata, Amici Internauti!
Come procedono questi irrequieti giorni di Ottobre e Autunno?!

Sono sparita per un po', è vero, ma con una buonissima, anzi, ottima motivazione! Finalmente ho preso in mano i giorni incerti e li ho resi più sicuri e coinvolgenti. Vi scrivo da un posto lontano, lontano dalla casa e dagli affetti, non così lontano da aver solcato oceani e sconfitto mostri marini, ma abbastanza da aver svalicato qualche montagnola qua e là.

Dove sono?! Sono nel posto che posso liberamente chiamare Casa. Proprio domenica ho effettuato il mio primo trasloco da persona cosciente e senziente. E' entrato tutto in una macchina, qualche busta e una valigia da espatrio per arrivare a Firenze. Ah come cambiano le idee in sei mesi. Perchè lo dico?! Non so se ricordate i miei 5 Desideri per il 2012? Volevo laurearmi, e l'ho fatto, ma questo lo sapevate già. Poi ho desiderato partire, partire alla volta di Roma, dei suoi racconti silenziosi incisi sulle pietre di vecchi monumenti stanchi, delle sue vie animate, dei cittadini pittoreschi. Poi qualcosa, non so dirvi bene cosa, è cambiato in corsa, mentre decidevo cosa combinare nel futuro. Il risultato? Sono partita, alla ricerca della mia strada, di me stessa, delle mie emozioni ed esperienze, in un città con un buon numero di monumenti, magari meno stanchi, ma carichi di racconti, e una gran quantità di abitanti pittoreschi, per simpatia ed espressioni verbali.

Insomma eccomi qui, a due giorni dal trasloco, a due giorni dalla vista degli ultimi volti familiari, a due giorni dal piccolo centro di provincia, a due giorni da un passato ancora mio.

Il viaggio è stato lungo e carico di emozioni, l'euforia per la nuova Avventura lasciava di tanto in tanto lo spazio alla nostalgia, alla Paura di cosa mi avrebbe accolta, all'ottimismo per tanto coraggio. Sembra strano provare tante emozioni in un solo momento, per qualcosa che tutto sommato è naturale. Quanti hanno lasciato il nido per spiccare un volo emozionante e speciale, eppure per me è tutto completamente nuovo e sconvolgente.

E per portarvi un po' con me, in questa città tutta nuova e scintillante, ecco le poche foto che il telefono mi ha permesso di fare. Essì, cari Amici, il giovane iPhone è un sopravvissuto e lo schermo ha lasciato il campo di battaglia in condizioni terribili, ma stiamo anche provvedendo a dargli un nuovo aspetto, tutto funzionante. Saremo inseparabili in questa nuova vita oltre gli appennini.






La mia città mi ha lasciata con un sorriso limpido e azzurro, la mia città mi ha accolta con un tramonto in lontananza.

Sono pronta per raccontarvi questa città stupenda e vitale, per consigliarvi nuovi posti o vecchie sicurezze, per portarvi insieme a me in questo nuovo Viaggio. Siete pronti???

.S


Non perdetevi il secondo appuntamento con i racconti di "Alla Luce del Sole". Lo potete trova qui. E' da togliere il fiato.

11.9.12

La Postina_

Buon Martedì Pomeriggio, Amici!

Come accennavo un paio di post più sotto, sono in ostinata e ansiosa attesa di qualcosa che sembra non voler arrivare. Ho consegnato un documento che aspetta in risposta un altro documento, che ovviamente è essenziale per la compilazione di un altro documento. Ora non so se scaricare la colpa alla burocrazia o sulla distanza, eppure la strada da casa mia a Firenze mi sembra facilmente percorribile in meno di tre settimane!

A parte questi piccoli dettagli, quello che voglio raccontarvi oggi è il fantastico legame che io e la mia Postina abbiamo instaurato in questi ultimi tempi. Il caso ha voluto che nelle ultime tre settimane (il suddetto tempo di attesa) fossi sempre presente a casa, in un orario compreso tra le 10.30 e le 12.30, lo stesso orario di consegna della posta 

"dalle 10.30 alle 12.30 tutti i giorni, sabati e festivi inclusi"


e insomma ogni giorno, con ditino tutt'altro che leggero sul citofono, la postina sganassava il campanello con una suonata lunga almeno due secondi, che le orecchie rotolavano a terra e il cane della vicina sfiatava per l'attacco di panico. Alla lunga potrei dire che c'avesse preso gusto, di tutti i 18 interni della mia scala il mio è l'unico citofono che l'attraesse sinceramente, spesso oltre a "c'è postaaaa..." con vocetta stridula di inculcava nell'orecchio la rischiesta di scendere "c'è da firmaaree!!" con tono discendente e prolungato sulla e finale. Raccomandata o no, io scendevo sempre, era chiaro che stessi aspettando qualcosa con estrema ansia.

Un giorno mi sono avventurata in un "c'è altro?", prima occhiataccia per la domanda fondamentalmente idiota con risposta implicita del tipo "se la tua cassetta è vuota tu che dici? Pigliati 'sta raccomandata e schizza in ascensore" poi uno sguardo alla mia firma, una spulciatina alle altre buste e la vera risposta "aspetti qualcosa?" e lì occhiata da parte mia con sottotitolo "no, lo chiedevo perchè avevo voglia di vedere se sei una postina attenta, magari c'è dell'altro, tu l'hai nascosto e giochiamo alla caccia al tesoro". Poi la risposta cortese "veramente sì..." Si appoggia al muro e mi fa "che cos'è?". Avrei voluto risponderle "una lettera", ma ho avuto rimorso solo perchè era ora di pranzo e lei lavorava ancora. "Un documento dell'Università". Occhio scintillante il suo, sorriso sicuro e petto in fuori. "Ne ho consegnate tantissime in questa settimana, la tua ancora non c'è, ma ne ho consegnate molte" Io incredula, occhio a cuore, mezzo palmo tra me e il pavimento "Da Firenze?!" Come se qualcuno avesse spento la luce. "Ah no, da Camerino, da Firenze non è arivato niente."  Un guizzo, neanche mezzo saluto ed è svanita nel corridoio dei fondaci, che da accesso alla scala accanto.

Io sono rimasta interdetta almeno per tre giorni, sguardo incredulo, bocca da ebete, narici dilatate.

Quello è stato l'episodio che a mio avviso ha scaturito nella mia Postina un senso di onnipotenza, un potere scaturito dalla sua sacca magica contenente la posta del quartiere. Da lì ha cambiato atteggiamento, ha sviluppato una sorta di sadismo contro i contribuenti in attesa di notizie.

Ormai ha preso a citofonare con costanza, tutti i giorni, mi chiama "Cara" "Stella" "Tesoro" e puntualmente mi dice "Scendi?!" io scendo sempre in preda alla furia, sai che è il giorno della lettera, perchè se lo sa e ti ha citofonato pensi che sia arrivata, tanto la guarda sempre prima la posta lei, sa a chi è indirizzata e da dove viene. Caspita è la volta buona. Ruzzolo letteralmente giù dalle scale e mi preso con la manina tesa e il fiatone "E' arrivata?" Tento di dire.

"No." La guardi con occhio vitreo "E' che in questa lettera per tuo padre hanno sbagliato il numero civico, pensi che sia comunque per lui?"

...

Ho avuto la suddetta reazione per i primi due o tre giorni della scorsa settimana, poi ho realizzato che la Postina è sadica più di quei serial killer improbabili di una serie a caso di C.S.I., rimani di stucco, è normale.
E come reazione incontrollata ho preso a trovare una serie di mirabolanti scuse per evitarmi le scale e l'incontro con la Sadica Postina, mi mancano ancora la gamba di legno e il morbillo, poi penso di averle usate tutte.
Come oggi, quando la postina ha suonato e ha detto "Posta! E' meglio se scende Sara" (Ah sì, mi chiama per nome...) "C'è da firmare?" "No." "Lasci lì, grazie, sto effettuando un esperimento sulla capacità di un toast alla senape di attaccarsi al soffitto." Non ha detto più nulla, spero l'abbia preso anche lei come un gioco.
Per carità, non sono una cattiva persona, cerco solo di preservare il suo sadismo per qualche altro contribuente in frenetica attesa, non vorrei approfittarmene troppo!

Tra l'altro, come la storia di "A Lupo A Lupo" insegna, oggi c'era della posta per me.
Ovviamente non era  quella posta, ma quel famoso pacchetto con dentro i Washi Tape che avevo acquistato un paio di settimane fa.
Ho già iniziato a testarli, insieme alle nuove collane fatte di t-shirt di cui ho messo il tutorial, purtroppo non ci sono insta-foto, visto che il mio iphone è temporaneamente ko, ma in compenso ho riesumato il Signor Nikon, che è pronto a tornare alla carica.



Ma voi? Mai stati vittime dei Sadici Postini???

.S



19.8.12

Siamo in Viaggio_

Buona domenica o lunedì che sia, mie cari amici internauti!

Mentre vi aggiorno su cosa sto combinando me ne sto in macchina, in coda, una di quelle code atroci che ti becchi esattamente prima di arrivare a destinazione.

Avendo già guidato a sufficienza è il turno del riposo e del pensiero.

Lo so che scrivere di vacanze mentre tutti tornano a lavoro può apparire come pura cattiveria, ma può bastare dirvi che mentre tutti erano in vacanza io continuavo a sbrigare faccende affaccendate?!

E cosi, visto che avevo bisogno di svagarmi e di saggiare il terreno per la prossima avventura universitaria, eccomi qui alle porte di Firenze, emozionantissima e pimpante, pronta a documentare, accompagnata dal mio caro Instagram, quella che sarà (spero tantissimo) la mia nuova casa.


Come vi accennavo qui l'idea di lasciare il nido paterno era chiara e accertata, ciò che ancora era incerta era la meta, il luogo che mi avrebbe sopportata a lungo.

Guarda qui, spulcia la, fai due considerazioni, pensa, rimugina, conta i chilometri, ed ecco che mi ritrovo nella ridente città Fiorentina, un posto che conosco a sufficienza per dire che mi piace, ma non abbastanza da essere davvero tranquilla.

È vero che manca ancora l'iscrizione e la casa, ma può questo impedirmi di ritrovarmi qui per l'inizio delle lezioni?! Assolutamente no!


Carica, insomma, dell'emozione per le novità (che io, senza alcun dubbio, amo alla follia) me ne sto qui, in coda, coi piedi a prendere il sole sul cruscotto, con il mio autista che impreca contro le file "senza giusta motivazione" e che conta i suv che utilizzano la corsia d'emergenza.

Ah si, un caro amico si è immolato per la causa (a.k.a. S'è beccato la vacanza) e ha deciso di accompagnarmi!


Siete pronti?! Io non sto nella pelle, tanto che stamattina mi sono svegliata alle sei e mezza nella speranza che fosse ora di partire! Come i bambini!


Per chi come me ha la fortuna di essere ancora in vacanza auguro giorni pieni di sole e relax, per chi, invece, ha la sfortuna di essere già tornato in ufficio o più semplicemente al lavoro di sempre, auguro di non prenderla troppo male, in fondo c'è ancora il sole e le giornate sono piuttosto lunghe!


Ci aggiorniamo prestissimo, perché sarà un lungo emozionante viaggio.



.S

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8.7.12

4 Breakfast_ Thursday

Si conclude, con la Colazione del Giovedì, questo piccolo Progetto alla ricerca di un po' di ottimismo. Sono felice, anche se arrancando un po', di averlo condiviso con voi, di avervi regalato queste immagini semplici e silenziose, queste parole sognanti e deliziose, queste Quattro Colazioni Poetiche e Serene.


Ed ecco l'ultimo appuntamento.
Questa è una poesia, di quelle con la "P" maiuscola,  arrivata per e-mail da una mia carissima amica. E' stato tutto molto buffo, tutto esageratamente perfetto, tutto avvolto da una sincronia sorprendente.
Il giovedì mattina avevo appuntamento per donare il sangue, una cosa che non pubblicizzo troppo per evitare quelle 20/30 telefonate che ricevo per sapere se sto bene, perchè io sono un po' deboluccia e a volte ne esco stremata. Avevo in giro per casa una rosa rossa, rubata da un roseto abbandonato. Bellissima, dal colore intenso e i petali vellutati. Non ho resistito.
Era perfetta per quella mattina, rossa come il sangue (non come il mio, che sembra un po' scicquato!).
Come ogni mattina controllavo la posta e ho trovato questa poesia, una vera fonte di sorrisi, di quelli che ti partono dal cuore e ti agitano anche le gambe. Mi sono lasciata sorprendere.


Se queste sono le coincidenze, vorrei incontrarle più spesso e gioirne.

12 Settembre 1966_ G. Ungaretti 


Sei comparsa al portone 
in un vestito rosso 
per dirmi che sei fuoco 
che consuma e riaccende. 


Una spina mi ha punto 
delle tue rose rosse 
perché succhiassi al dito, 
come già tuo, il mio sangue. 



Ora queste Quattro Colazioni sono racchiuse in delle lettere, lascerò che si perdano tra le scartoffie, sicura che salteranno fuori quando avrò bisogno di sorridere e lasciarmi un po' coccolare. E si perderanno anche tra i bit di un motore di ricerca, pronte per essere ritrovate da qualche internauta alla ricerca di qualche meravigliosa parola da regalare a qualcuno o da conservare gelosamente per un giorno migliore.
Spero vi sia piaciuto fare colazione con me, e chissà che non troveremo altri motivi di semplice condivisione, magari con foto diverse, o con della musica. Basta che siano altri sorrisi, per me, ma soprattutto per voi.


.S

15.6.12

4 Breakfast_ Monday

Un buongiorno un po' tombale, stamattina.
Eh già, niente di grave, ma se uno fa bisboccia tutta notte, poi non può pretendere di svegliarsi presto e carburare come se nulla fosse accaduto. Probabilmente perchè non abbiamo più il fisico di una volta, quando le feste universitarie erano all'ordine del giorno e la mattina ci si svegliava di buon'ora per precipitarsi a lezione. E insomma, stamattina sto un po' K.O., ma tanquilli, una Pinta d'Acqua, un Frutto e passa anche il mal di testa.

Dunque eccomi qui a raccontarvi questo titolo un po' enigmatico e tanto chiaro.
E' stata una settimana lunghissima, piena di studio, come sempre, ma è stata anche una settimana in cui mi sono sentita ispirata, trasportata e, forse, un po' innamorata della Poesia: la Poesia delle Parole, la Poesia delle Immagini, la Poesia dei Suoni e dei Sapori, e così ho deciso di dedicare a Quattro Poesie, scelte d'istinto, Quattro Colazioni, Quattro Fotografie e Quattro Giorni.

Non so il perchè di questo mini progetto in 4 puntate, non so perchè sia nato tutto così di getto, senza pensare, non so come sia venuto fuori dalla mia testolina confusa e impegnata, eppure è stata una buona settimana, sotto molti punti di vista, uno di questi, il Progetto "4 Breakfast".
Il progetto consiste nella selezione, di cui non sono assolutamente in grado di dare una motivazione conscia e valida, di 4 Poesie Diversissime, che hanno energicamente bussato alla porta della mia attenzione, richiedendo la giusta cura e il giusto amore, richiesta che non sono stata in grado di rifiutare.
(Se la domanda è "Ma quante cose non sei in grado di fare?" sappiate che la risposta è "Tantissime".)
Mi sono lasciata trasportare ad occhi chiusi e mi sono lasciata coccolare da quelle parole perfette, non perfette per un momento particolare o un particolare evento, ma perfette in sè, null'altro.

E così, senza troppi giri di parole, ecco la Prima Poesia, uno stralcio, il passaggio che più mi ha scombussolata, quella di Lunedì, con la sua Colazione e la sua Fotografia.







Il Tuo Sorriso_ P. Neruda


Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce. 






Spero sia gesto gradito, e spero che certe parole perfette vi scombussolino almeno un decimo di quanto non abbiano scombussolato me, ne sarei felice!
A domani, o più tardi, o Lunedì, chi lo sa...


.S 

28.3.12

Cartolerie da Trasporto_

Mano alla borsa e fate vedere cosa ci nascondete dentro!
Se questo è quello che ci chiede Zelda, Intraprendenti Internauti, non possiamo certo tirarci indietro. Bando alla vergogna (e nessuno più di me!) e facciamoci del male, riesumando i cadaveri che abitano le nostre FantaBorse!

Premetto (a.k.a. iniziamo a giustificarci) che la mia borsa è molto grande, che è dalla scoperta della ruota che non faccio i travasi del caso, che tengo tutto "perchè non si sa mai!", che non scavo mai troppo a fondo perchè ho paura che il mostro delle borse, ormai bello pasciuto, mi amputi una manina santa!
Detto questo potete mollare la lettura e scappare o prendere il coraggio a quattro mani, farvi due risate e sbirciare tra le mie proprietà.



Vi risparmio, e se sapeste mi ringraziereste, le cartacce, gli scontrini, i fazzoletti usati e i resti di un rametto di mimosa.
Senza indugio ho riversato il contenuto della borsa sul pavimento. Ho tirato fuori ben quattro taccuini di varia natura, azzurri, rossi, ecologici, Moleskine, una scatola da 32 pennarelli colorati e altri vari pennarelli e penne colorate sfuse, riunite solo per l'occasione.
Non potevano mancare all'elenco le Chiavi di Casa, corredate del Porcospino di origini Tedesche, un Temperino, una Gomma e la Custodia degli Occhiali da Sole.
Tra le cose bizzare di cui non posso disfarmi abbiamo: la scatola, vuota e schiacciata, di Caramelle Leone, la confezione, anche questa vuota, di Gomme da Masticare Equo e Solidali, un pacchetto di Fazzoletti, rigorosamente vuoto (e chi mi conosce da più tempo dirà che all'appello mancano almeno due bottiglie di acqua vuote.) e il biglietto di una vecchia prenotazione di un viaggio in Trentino.
Ovviamento non mancano le chiavi della Macchina, che non vedono la luce dal millenovecentotrentasei, perchè, ringraziando i Giapponesi, la Macchina si apre senza, il Libretto Universitario, un Biglietto del Pullman usato, la Busta vuota di una Libreria (che fine avrà fatto il libro che c'era dentro?!), due Nastrini ed Elastico, che ormai non mi è più utile.
Per completare la Fiera delle Cose Bizzarre eccoli due Metri, uno Classico e l'altro Laser, che fino a qualche ora fa, erano corredati di blocco da schizzi rosso e Moleskine gigante. Vi ho risparmiato anche la mia copia di Internazionale che tutto sembrava, meno che una rivista. Certe volte sono tremenda!

Non è affatto male rimettere ordine ad una borsa, con una buona scusa. Potrei ripeterlo, magari con il mutare delle stagioni, mutano anche i contenuti.

Che dire, Amici, svuotate le vostre Borse, fotografate il misterioso contenuto e condividetelo! Bando alla Vergogna!
E se volete sbirciare dentro altre meravigliose borse, date uno sguardo alla cara Caju e dai nostri amici della Gastronomia Andreani, che definirei assolutamente geniali, ovviamente anche Zelda, con la sua borsa meravigliosa.

Tutte queste Borse da Signorina mi hanno fatto venir voglia di buttarci dentro un Lucidalabbra, giusto per sentirmi meno Carpentiere!

.S


P.S.: Tenetevi pronti, a brevissimo l'ultimo capitolo del viaggio in Trentino e altre entusiasmanti storie!

20.3.12

"Quante Miserie, Don Peppino, e siamo in Guerra."

Buon Martedì, Amici Internauti.
Come procede questa settimana soleggiata e promettente?!

In questo Periodo mi sento Ispirata, Romantica e Propositiva. Non capita molto spesso, perciò è assolutamente necessario approfittarne. Siamo mica Matti?!

Procediamo con ordine e precisione, o finiremo chissà dove a parlare di chissà cosa.
Tutto è nato grazie al prezioso post di Zelda was a Writer, proprio questo post qui, che vi consiglio di leggere ed amare almeno un decimo di quanto non l'abbia fatto io.

Fatto?! Letto?!

Affascinata dall'idea che persone lontane, nel tempo e nello spazio, abbiano lasciato per iscritto pensieri, paure, eventi, aggiornamenti da regalare a chi si vede di rado, mi ha portata a spulciare le innumerevoli bancarelle domenicali. Ne ho trovate infinite, ma tutte con un difetto a mio avviso senza precedenti: catalogate per regione o località. Perciò vi erano una quantità impressionante di Torino, in tutte le forme e i colori, bianco e nero, seppia, sbiadito dal tempo, così come Milano, o Bolzano. Una barbarie per le storie raccontate. Così probabilmente ci sarà un'amante sospirante sparpagliata tra diversi mucchietti fermati da elastici. Ho spulciato interi mazzi, sdegnandomi per quei nomi lasciati soli in mezzo a tanti altri sconosciuti, mescolando storie probabilmente di estrema bellezza.

Non tutto è perduto, però! I meno fissati della catalogazione mi hanno regalato un piccolo mazzo di sole otto cartoline, pescate per bellezza, grafia e piccoli dettagli, tra le numerose indirizzate a questo uomo.

E' il 1943. La Corrispondenza viene recapitata tra La Spezia, Forte dei Marmi e Brindisi.
Me lo immagino così, il Tenente Cappellano Don Giuseppe Filipponi, detto anche Don Peppe o Don Peppino, piuttosto giovane, sulla trentina al massimo, sorridente, preso da mille impegni, di lingua sciolta, perciò chiacchierone e buon compagno. Non mi chiedo quale fosse la sua scelta politica, il suo schieramento sull'argomento della guerra, sono però certa che si trattasse di un gran dolore il distaccarsi da casa.

Ho anche provato a cercarlo, per dargli un luogo di nascita, un volto, una storia molto più completa. Ma forse è più bello così, per lasciare indefinito questo tempo tanto lontano.ù

E' l'otto Marzo 1943. Destinazione La Spezia.
"Carissimo D. Peppe [...] Qui si sente molto la vostra mancanza. Ricordatevi che vi aspettiamo presto, almeno per le solite scatole."
A margine, in un angolo, una diversa grafia, più fitta e spedita. L'incursione di un augurio e un distinto saluto, siglato da un'illegibile firma.


E' il Venticinque, non si capisce che mese, 1943. Destinazione La Spezia Forte dei Marmi.
"Carissimo don Giuseppe [...] Ringraziando il Signore e S. Antonio sono stato ammesso al corso superiore. Il giorno 20 l'ho passato veramente sulle spine e mai come quest'anno sono stato tanto inquieto nell'aspettativa dell'esposizione dei quadri."
Un lungo elenco di chi ha passato l'esame, chi ce l'ha fatta per un pelo, chi, purtroppo, è stato rimandato, o bocciato, o ripeterà gli esami in Settembre.
"Quando farete un'altra scappata? E la Gita? La Montagna dei Fiori ci aspetta."
Saluti, arrivederci, anche da parte della mamma, ricordi affettuosi.
Firmato A. Sebastiani 

E' il Venticinque Giugno 1943. Destinazione Brindisi.
"Bene arrivato! Un Infelice favore: non distruggere i ricordini pasquali di quest'anno e soprattutto dell'anno scorso! Manderò qualcuno a prenderli, perchè a bordo mi son preziosissimi."
Passa dal postino, cambia regolarmente l'indirizzo della corrispondenza, salutissimi ai graduati.
"Buon Lavoro!"
Firmato Don Gaspare

E' il 29 Giugno 1943. Destinazione Brindisi.
"Carissimo don Peppino Come mai mi è mancata la tua risposta alla mia, in cui ti dicevo che l'operazione non la facevo più per ora [...] ero libero di poter trascorrere qualche giorno da te? [...] Sentivo ora il giornale - radio a' annunziato la nuova tremenda incursione su Livorno. Ho scritto subito a Roberto. [...] Il Liguore lo proteffa. Di noi nulla di nuovo, solo il povero D'Angelo [...] si trova in cattive acque [...] Quante Miserie, Don Peppino, e siamo in Guerra." Qualcosa di incomprensibile, coperto anche da timbri e usura del tempo.
Firmato incomprensibile.



E' il Due Luglio 1943. Destinazione Brindisi.
"Caro Don Filipponi [...] Sapevo, da mia moglie, della vostra improvvisa partenza e me ne è molto dispiaciuto. Anche Duilio ha salpato le ancore e che è tuttora a Verignano in attesa di ripartire per Augusta. Anche noi qui non siamo fissi e già si parla di trasferimento prossimo, in blocco, a Cattolica e Falconara. Come vedete riaffiora il famoso detto "Cosa bella e mortal passa e non dura". [...] Ho trovato la vostra foto - ciclistica e vi ringrazio, e so che avrete avuta la nostra.  [...] manterremo vivo nel clima della reciproca stima e simpatia che ci lega."
Dietro di sbieco "Vivi ringraziamenti per la bottiglia e il pacchetto [...]"
Firmato Alberto Del-Buono. 

E' il Sette Luglio 1943. Direzione Brindisi.
"Carissimo [...] poi fammi sapere presto e più a lungo tue notizie. Io sono stato a casa 4 giorni, ho visto tua mamma e l'ho rincuorata. Paolo [...] spera nel Congedo. Qui fa un caldo cane ma per ora tutto è calmo. [...] Molti dei nostri ora prendono tale via e avrai modo di incontrarti con molti Ascolani."
Firmato Don Carlo.
Un timbro copre tutta l'ultima parte di convenevoli. "Verificato per Censura." 

E' il Ventitrè Luglio 1943. Destinazione Brindisi.
"Caro Don Peppino, [...] sono stato da tua zia, la quale mi ha detto che ti ha risposto e la devi scusare che tarda qualche volta, perchè tu ben sai le preoccupazioni le occupazioni che ha. [...] In quanto a la tua pratica ancora nulla di nuovo, ma tua zia dice «mentre tu dormi lei veglia» [...] però mi dice tua zia che andare spesso in licenza nuoce, ma tu invece, se puoi, vai più che sia possibbile. Sono lieto di saperti in ottima salute e come tale ti assicuro di me anche dopo il ............ di Roma."
Mille saluti, abbracci.
Firmato  


Mi faccio infinite domande, mi struggo ancora per certi pensieri, alcune affermazioni e fremo nell'attesa che torni quella bancarella, un po' disordinata, per la stessa storia, o forse per un'altra, chissà.

.S

13.3.12

Rimorso per aver Fallito o Rimpianto per non averci Provato? _ Riflessioni a Caldo

Buon Pomeriggio, Buon Martedì e Buon Avvicinamento della Primavera, Amici.
Come state? Quanto tempo che non ci si fa vivi, eh?

Come sapete, o se non lo sapete va bene lo stesso, qui è tutto un corri corri, nel disperato tentativo di accalappiare una Laurea che pare preferire mesi decisamente più miti, probabilmente meglio il sole al tempo incerto di un Aprile sempre lunatico.
E così ho passato le ultime leopardiane settimane a stampare, studiare, sottolineare, calcolare e così via, passando da un esame all'altro come un funambolo un po' goffo esattamente al centro della fune. Tanto ce ne vuole per andare avanti e tanto ce ne vuole per tornare indietro.

Il dilemma che dopo ieri, un declino tecnico su tutta la linea, mi attanaglia è se provare il Rimorso di aver fallito l'esame o preferire il Rimpianto di non averci provato affatto.

Di solito si preferisce il primo al secondo, e conoscendomi ho tentato il tutto per tutto per non stare lì a scuotere la testa davanti allo specchio chiedendomi perchè non ci avessi almeno provato.
Però non posso fare a meno di chiedermi se sia stata davvero la scelta giusta. Ho passato due settimane pressochè infernali a cercare di raggiungere il mio livello standard di conoscenza, che solitamente (giusto perchè odio fare brutte figure) sono sopra a "ho aperto almeno una volta ogni singolo capitolo", ma decisamente sotto al "se mi chiedesse quando è nato, si è sposato e morto il tizio al quale nel paragrafo 22 il testo vagamente riferiferimento, prenderei sicuramente 30". Insomma, ho fatto del mio meglio su una materia che sinceramente, e me ne scuso con i veri architetti, mi sto ancora interroganto senza tregua. Purtroppo se ne riparlerà più in là, certamente con più tempo, meno ansia (???) e un raggio di sole in più.

Pensavo dunque proprio questo, una volta uscita da quell'esame con un professore che avrà poco più della mia età, la faccia pulita da neo laureato e la cattiveria della Strega di Biancaneve, Cenerentola e Freddy Krueger messi insieme: "Rimpianto o Rimorso?"
Si dice sempre che il Rimorso sia meglio, perchè almeno si può dire di aver tentato e di non aver mollato prima di iniziare, ma dimostrare apertamente il proprio fallimento è davvero meglio che rimpiangere?! Non so, inizio ad avere dubbi anche su "averci provato", perchè provarci con l'idea di fallire sicuramente non è provarci davvero.

Oh, Amici cari, parlare di rimpianti o rimorsi mi sembra quasi di eguagliare le discussioni su quale sia la merendina migliore da portare a scuola. Quasi come voler scegliere tra pizza con la mortadella e panino con il prosciutto crudo, quello di casa.

Ultimamente non ho idee chiare su nulla, non sono totalmente schierata quasi su nulla, perciò, voi cosa mi dite? Rimpianti col macigno del Fallimento o Rimorsi con la croce di una certa Codardia? Aiutatemi!!

Chissà, nel frattempo le ultime, pochissime, foto di queste settimane di distanza.





E molto presto un nuovo appuntamento con il Trentino.

Rimpianti o Rimorsi?
.S

29.2.12

Vi Racconto il Trentino_Luce

Non ricordo quante volte, cari Internauti, vi ho promesso le foto di un viaggio.
Me tapina.

E stasera, reduce da una giornata totalmente ostile, impegnativa e, a tratti, assolutamente irriverente, ho deciso di sdebitarmi, che magari è tutta colpa del Karma e a forza di promettere la cosa si sta abbattendo su di me.

E allora vi regalo il mio viaggio in Trentino. Sarà un viaggio che durerà per alcuni post, ognuno con un tema diverso, ognuno con un appuntamento tutto suo e qualche foto, a mio avviso le più intense.

E ho deciso di iniziare così. Con la Luce di una mattinata immersa nella natura, la Luce di un giorno pieno di energia e spensieratezza, di cui a volte avrei bisogno, la Luce di tante chiacchiere, tanti confronti e tanti amici.

Vi Racconto un Trentino di Luce.


.S

2.7.11

Summer Manifesto_Un'Estate Piena di...

Prendo spunto, dopo giorni e giorni di riflessione, da un'idea Carinissima avuta dai nostri amici (che spero conoscerete sempre meglio) Marta & Alessio + Oliver. Si tratta del Summer Manifesto, i Buoni Propositi per questa Estate, qualcosa che magari vogliamo regalarci o impegnarci a realizzare. Insomma, è chiaro no?! Ed ecco qui il mio, ponderato in questi giorni di intenso lavoro.



Per questa Estate....

*Sorridere di più, anche alle persone che non conosco, soprattutto a quelle dalle facce tristi. E' la stagione del Buon Umore, dell'affrontare le Sfide con ottimismo. E voglio Regalare i sorrisi a chiunque posso incotrare per strada, anche se non capiranno o non ricambieranno.

*Fotografare, imprimere gli stati d'animo, i piccoli momenti, le persone che amo per raccontarlo in immagini sileziose e ricche di sorprese. Tenere sempre con me qualcosa che non riesco a descrivere con le parole e mostrarlo agli altri tramite i miei occhi e la mia sensibilità.

*Amare di più, me stessa, chi mi sta accanto, i miei amici, i miei progetti, il mio lavoro, le piccole cose di tutti i giorni, i piccoli gesti ricevuti in dono. Perchè amare è prendersi cura e questa estate voglio farlo!

*Colorarmi un po', indossare abiti a fiori, qualcosa di luminoso e femminile, trovare scarpe nuove e sfiziose. Sconvolgermi con i colori dell'estate, essere più Rossa, più Arancio, più Verde.

*Mangiare Bene, e sentirmi meglio. Mangiare a colori, prendermi cura del mio pancino delicato, e così del mio umore. Mangiare bene e in compagnia, la scusa buona per stare intorno ad un Tavolo, a fare piccoli progetti da grandi.

*Investire sulla mia Creatività, cimentarmi in Collage, in nuove decorazioni per la mia camera, lasciarmi andare nei miei progetti e credere un po' di più in me stessa. Perchè quando vedo i frutti del mio lavoro mi si illumina la giornata.

*Leggere, cose buone per la mente e per il cuore, per lasciarmi trascinare, di tanto in tanto, in qualche storia meravigliosa e sconosciuta e crescere appena tra le pagine intrise di esperienze non mie, non ancora magari.

*Progettare, la vita in due, e in uno, e in tanti. Progettare viaggi verso nuove frontiere. Progettare edifici frutto della mia sfrenata fantasia. Progettare un progetto progettato per il sociale. Progettare insieme ai miei amici qualcosa di nuovo e sconosciuto. Progettare il mio oggi, senza distrarmi troppo per il domani ancora troppo lontano.

Il mio Summer Manifesto...probabilmente ancora incompleto, ma sicuramente mio.
E il vostro? Cosa c'è scritto nel vostro Summer Manifesto?!?!

.S

10.6.11

Quando mi Parte l'Embolo

Adoro il mio lavoro. Progettare mi riempie le giornate e mi mette spesso di Buon Umore, anche se mi fa incontrare spesso difficoltà e blocchi creativi. Però, ogni tanto, una Pausa ci Vuole!

La mia ultima (e Prima!) Pausa si è consumata tra il mio Nuovo Internazionale, arrivato fresco fresco stamattina insieme alla Postina dalla voce insopportabile, e qualche Blog che ogni tanto tengo d'occhio. Insomma, con un occhi sfogliavo Internzionale e con l'altro assaggiavo i Mondi sconosciuti e un po' lontani dei Blogger, e tutto questo mi ha fatto partire un Embolo. Non un Embolo vero, ma uno di quelli che mi fa sproloquiare (ormai accade spessissimo, eh?) e mi porta a riempire il Mio Principe Orso di una serie di Voglio (che una volta erano Vorrei, un po' più delicati, quei vorrei che per colpa dell'Embolo diventano Voglio, molto imperativi!), che a questo punto mi accingo a condividere con Voi.

Non temete, alcuni Voglio sono venali, altri sembrano venali, ma per me sono filosofico-spirituali-intellettuali (wow!).



 

 

Voglio un Vestito Nuovo
Voglio un Nuovo Paio di Scarpe
Voglio un Cappello Vintage
Voglio Lavorare seduta in un Bistrot
Voglio una Graziella per Girare in Centro
Voglio fare una Collana
Voglio degli Orecchi
Voglio quella Pochette in Bianco e Nero
Voglio quelle Magliette di Quel Sito Americano di cui mi sfugge il
Nome
Voglio un'intera giornata di Sole per Lavorre all'aperto
Voglio Riempire casa di Fiori
Voglio avere il Tempo per Fare dei Dolci da Regalare
Voglio fermarmi a Pensare
Voglio Uscire a fare delle Foto Nuove
Voglio Fotografare Stati d'Animo
Voglio una Collezione di Borse
Voglio Andare Fuori per il Weekend
Voglio Portare mia Nipote a Raccogliere Margherite
Voglio Incontrare una vecchia Amica
Voglio fare un "Ziro in Bizicletta" con la Nana
Voglio Fare Yoga

Voglio Mangiare San

Voglio Laurearmi Bene e in Fretta
Voglio l'Entusiasmo delle Mattine Estive
Voglio  Nuove Idee

 

 

Ah...ora sto molto meglio. Poter dire Voglio anzichè Vorrei mi aiuta a far sembrare queste cose molto più realizzabili, il Vorrei è cortese, ma il Voglio è più Reale!
E voi vosa Volete? Fate partire il Vostro Embolo!

.S


30.5.11

Quando il Weekend ti salva dallo stress......

....ma non dal Colesterolo.

Quando la settimana ha deciso di inghiottirti con tutte le scarpe, senza concederti un attimo di respiro, c'è una sola cosa che puoi fare. La ricetta e semplice e immediata, richiede solo tanti sorrisi e un po' di tempo da spendere in compagnia. E' raccomandabile seguire tutto alla lettere.

Occorrente:
5 Amici (se uno è il Moroso è meglio)
1 Località Pacifica
Pietanze Q.B.
Vino e Birra a Volontà
2 Macchine Fotografiche
1 Stomaco Capiente
1 Tazza Colma di Entusiamo
1 Taccuino
30 Colori

 Procedimento.
Prendere 5 Amici, possibilmente appartenenti al tuo Direttivo preferito (io li ho presi dal Direttivo Sphai, almeno quelli attualmente disponibili), scegliere una Località Pacifica, magari non troppo abitata, guarnita con Praticello, Orticello, Barbecue, almeno 5 Posti Letto, e un Bel Panorama.
Procurasi ingenti quantità di Pietanze, tra cui carne, carne, carne, un po' di pane per gradire, moltissimi dolci, marmellate e quanto più si desidera.
Rifornirsi di almeno 18 Birre, diverse bottiglie di vino, del Pomerì, del Vino Cotto di Contrabbando, Acqua giusto per prevenire....
E' consigliabile portare con sè  un Taccuino e una o due Macchine Fotografiche, utili per immortalare in ogni forma e dimensione certe uscite o scene Esilaranti che sicuramente costelleranno, senza dubbio, il vostro Weekend, ma non solo, anche pensieri intensi, frasi che vi accomunano, ringraziamenti da condividere, emozioni da lasciare trascritti per voi e per loro.
Come contorno si consiglia di aggiungere un Blocco di Fogli Bianchi, sempre utili per sperimentare la vostra vena artistica in giochi quali Pictionary, che diventano interessanti quando il tasso alcolico inizia ad innalzarsi appena.
Non bisogna dimenticarsi di aggiungere la Tazza di Entusiasmo che serve a favorire la produzione di Cazzate, e che rende ben amalgamato l'impasto ottenuto. E se i 5 Amici sono anche dei Buoni Amici, la riuscita sarà sicuramente Garantita!

Lasciando da parte il tono scherzoso, questo è stato davvero un Weekend Superlativo, assolutamente rigenerante, soprattutto per me, che ne avevo estremo bisogno. Non è stato tutto risate e frivolezza. Tutt'altro. Quando mettiamo insieme le nostre teste, riusciamo sempre a tirar fuori qualcosa di Edificante. L'ultima volta che mi sono ritrovata a stretto contatto con loro ho deciso di aprire questo blog, e piano piano ho acquisito nuove convizioni che stanno "Dirottando" la mia vita verso scelte nuove, aria fresca e tante tante novità. Chissà che magari non sia la volta di qualcun altro, perchè, diciamocelo...noi ci facciamo veramente bene! (anche se chi ci conosce pensa il contrario)

Inizio ad essere Sphai dipendente...

E mi sento piena di energia (e piena di lividi) per affrontare la nuova settimana che arriva, con tanto lavoro e il mio compleanno in arrivo. Come ultimo Weekend dei 21, non potevo chiedere di più!

.S


Quasi dimenticavo...Buona Settimana a tutti, Buon NonCompleanno a me a te...e...il vostro Weekend???


23.5.11

Lunedì e Nuovi_Buoni Propositi

Mentre mi preparavo il caffè ho delineato nella mia mente questo nuovo pensiero.

Da qualche settimana vivo il Dramma-NonDramma della rottura della Macchina del Caffè, quello espresso con le cialde, che è fast, easy e mi fa apprezzare molto di più il caffè preso seduta in compagnia, magari in caffetteria.
Sono quindi tornata alle origini, con la Moka, quella da caricare, mettere sul fuoco e aspettare, far in modo che si rovesci sui fornelli.

E mentre ero lì a spargere caffè, un po' dentro, un po' fuori, come fossi un paggetto che semina petali, mi sono accorta di quanto terapeutico sia. E' una sciocchezza, eppure ti concedi 3 minuti in più del solito, perchè il caffè per te è un piacere, e stare lì a cercare di centrare il filtro con il caffè, ti ridimensiona un po' dalla vita frenetica di tutti i giorni. Poi il profumo che dilaga per casa è sublime, quasi che non mi ricordavo quanto fosse speciale.

Ritorno alle origini, più tempo...

...questa settimana la Dedico alle Piccole  Cose, ai Momenti Brevi,
al Riassaporare Tante Emozioni che mi Perdo nella Vita Frenetica. Questa settimana la Dedico al Caffè nella Moka, ad una Passeggiata al Parco, ad un Weekend con gli Amici, ai Libri Comprati tempo fa e ancora non letti, alla Musica che ascoltavo una Volta, quella che mi faceva rilassare, alle Chiacchiere su come Eravamo una Volta, alle Coccole, ai Sorrisi.


Questa settimana la Dedico a chi, come Me, ha Voglia di Sperimentare tutto Questo. 


.S
(stamattina mooooolto romantica!)



20.5.11

Notte di Insonnia e Fotografie

Sono fatta un po' così, soprattutto ultimamente...mi ficco nel letto alle 23 e non riesco a prendere sonno prima delle 3.
Che sarà mai, direte voi (e un po' avete ragione), ma la mattina sono uno zombie che si trascina per casa, ci mette tre ore a carburare, non riesce a svitare la Moka, tanto è fiacca, guarda il pc senza capire cosa ha realmente davanti, non ci vede molto bene, tanto che si specchia per capire se si è dimenticata gli occhiali o se proprio non è aria. Insomma, sono uno spettacolo che rasenta il pietoso-tragi-comico.

Come sempre sto divagando.

Insomma, dicevo che ultimamente dormo poco e male, e per ingannare il tempo tra il posizionamento nel letto e l'arrivo del sonno, mi diletto in mille e mille cose, tipo leggere e commentare gli articoli di Internazionale, da sola, sottovoce, oppure cercare di capire, invano, il funzionamento di Twitter (miseria se mi da sui nervi! Solitamente di tecnologia non mi sfugge niente...eppure questo maledetto coso mi manda in palla!), sistemare le cartelle sul mio dekstop, catalogare alcune foto, sistemarne altre, pensare a tutto quello che potrei raccontarvi ma che non ho tempo di fare, scovare qualche nuovo blog, ampliare la lista dei film che dovrei vedere, delle idee per i miei HandMade, caricare qualche foto su Flickr e trovare soluzioni per la mia camera (o Quarta Dimensione che dir si voglia.)

E stasera, visto che sono ancora le due e mezza e il sonno tarda ad arrivare, come sempre, mi sono messa a sistemare le cartelle delle mie innumerevoli foto, per capire quali sono da sistemare, quali vale la pena di pubblicare, quali devono essere scartate. E scartabellando in giro per il computer ho trovato la cartella del Coast_To_Coast, un Workshop di tre giorni, full immersion, fatto un paio di weekend fa, insieme ad un gruppo di studenti Americani di Architettura.

Qualcosa di estremamente edificante, stimolante e inusuale che, a modo suo, mi ha un po' aperto la testa.
Avrei voluto parlarne prima, ma ho scoperto che il tempo non è Tiranno, bensì Stronzo, perchè passa senza dire niente e va anche di fretta, un po' come quell'odioso Bianconiglio! E vorrei dedicargli tanta attenzione a quella esperienza, vorrei scendere nel dettaglio, per fissarmi nella testa ogni singolo istante.
Un po' mi mancano le parole per spiegare questo scambio di pensieri, non solo di idee, di studenti appartenenti due paesi tanto lontani, non solo geograficamente, ma archiettonicamente, socialmente, umanamente. Non fraintendete. Non dico che uno è più umano dell'altro, che uno ha una società migliore dell'altro. Vivendo per tre giorni gomito a gomito con loro, lavorando ad un unico progetto, mettendo insieme le nostre esperienze, ti rendi conto che siamo abituati a vivere ogni cosa in modo totalmente diverso, tanto da farti mettere in discussione alcune scelte che fai nel quotidiano.

Lo so, vi capisco, ultimamente sono un po' campata per aria, senza spiegazioni concrete di certe cose, senza farvi capire molto di quello che dico...ma si tratta di una maglia molto intricata di eventi che si stanno susseguendo in questo periodo, in queste settimane, che inesorabilmente mi portano a riflessioni che implicano azioni e altre riflessioni e nuove azioni...insomma, non si sa quando finirà tutto questo.

Spero piano piano di riuscire a ritrovare il bandolo della matassa, per ripercorrere ad uno ad uno ogni passo, per chiarvi un po' le idee, e per chiarirle anche a me, che non fa mai male.

E prima di lasciarvi vi regalo una delle mille foto scattate in quel weekend pazzesco. Per me è molto significativa.
Ogni viso ora ha una storia che si è intrecciata alla mia per un brevissimo tratto.

.S



16.5.11

Un Lunedì per Riprendersi

E' stato un weekend intenso. 

Un brutto colpo da metabolizzare e due giorni per fingere che nulla sia successo, perchè ci sono dei ragazzi che hanno bisogno di tutta la tua energia.
Non è stato facile e riuscire ad arrivare a domenica sera ancora integra, fisicamente e psicologicamente, è da considerarsi un'impresa eccezionale.

Ho passato  due giorni immersa nella natura, con i miei ragazzi, a vederli giocare, rotolare nell'erba, sfidarsi con altri ragazzi, ho dovuto dimenarmi tra le varie cose da fare, dormire scomoda in una tenda, sentire freddo, rischiare l'acquazzone, insomma, due giorni non-stop tra gli scout, con il sole dritto in faccia e i pantaloni corti.

Ieri sera sono venuti a tirarmi fuori dalla doccia per portarmi a fare una cena tranquilla e un film. Sto ancora metabolizzando quello che è successo, e non sicura di poter rimanere a casa, tra doccia e divano, senza avere molto a cui pensare...o forse troppo a cui pensare! Cena piacevole, tra idee e progetti probabilmente poco realizzabili (tipo una libreria alla "Bella e la Bestia" ndr) e un film leggero, poco impegnativo che ha scatenato in noi una certa aggressività e un certo desiderio di essere un gruppo di vecchi agenti della CIA considerati R.E.D. Reduci Estremamente Distruttivi (Sigla che ben presto si trasformerà per noi CED Coinquilini Estremamente Distruttivi).

Bhè, stamattina comunque avevo perso tutta l'energia e ho trovato l'estremo bisogno di rilassarmi e svuotare un po' la mente. Detto...Fatto! Mi sono sistemata sul tappeto a piedi scalzi, con vestiti comodi e ho fatto dello Yoga. Ho respirato, mi sono liberata dai pensieri e ho stiracchiato qualche muscolo. Meglio..decisamente meglio di prima! Ma l'effetto passa in fretta quando devi sbrigarti a fare pranzo e correre al lavoro. Un insalata di farro, pomodoro e formaggio mangiata con un piede sulla porta e si parte.

C'è stato un solo momento in cui oggi mi sono finalmente fermata...

Ho fatto un dolce. Anzi, più di uno. 14 muffin sfiziosi, leggeri e rapidi.
Sono andata alla ricerca di qualche ricetta un po' Light, perchè altrimenti mi sentirei le lamentele di mio padre, che è a dieta, sul fatto che sono troppo grassi e lui non può mangiarli. Ho spulciato qualche libro, qualche sito, e alla fine, come mio solito, ho fatto un mix e ho creato la mia ricetta tutta personale!

Muffin al Cocco e Mela. (altro non è che ciò che avevo in casa!)

180 gr di Farina
80 gr di Farina di Cocco
150 gr di Zucchero
175 ml di Latte
2 Uova
1 Mela
1/2 bustina di Lievito
Mandorle in Scaglie
Cannella

In una delle ricette prese per fare il miscuglio c'era anche il burro, ma non avendone trovato a casa (sempre per la storia della dieta) non ho messo burro, e nemmeno olio!

La procedura è assolutamente semplice! In una terrina mescolare la Farina, il Cocco, lo Zucchero, il Lievito e il Latte. Mescolare piuttosto energicamente e aggiungere le Uova. Una delle ricette consigliava di mettere la Mela tagliata a cubetti, ma io ho preferito farla a fettine sottili e il risultato non è poi così male!
Una volta che il composto è ben amalgamato (resta piuttosto lento) versare un paio di cucchiai negli stampi per Muffin e guarnire con Cannella e scaglie di Mandorle. Ho deciso di fare 7 stampi con Cannella e 7 con le Mandorle, giusto per poter dare più scelta! Preriscaldare il forno a 180° e cuocere per 20 Minuti.

Rapidi, leggeri, buonissimi!

E adesso mi sento sicuramente meglio di prima....

.S



13.5.11

Il Mio Personalissimo Flusso di Coscienza

Certe giornate così accadono, che tu voglia o meno, sono giornate in cui ti svegli alle 7.00 di mattina con una di quelle notizie che ti fanno crollare il mondo addosso. E torni a pensare a quando è successo l'ultima volta, a come stavi, a cosa avresti voluto fare, a cosa gli altri hanno fatto per te e a cosa tu potresti fare per loro, adesso, che sono nella stessa tua stessa triste situazione di un anno e mezzo fa. Non faccio nomi, non descrivo cosa è accaduto, penso solo a come mi sono sentita, a come sto ora che sto metabolizzando. Dopo ben più di 12 ore ancora non riesco a realizzare a capire perchè, anche se tutto questo era inevitabile, ci stavamo solo chiedendo quando sarebbe successo. E sembra, brutto a dirsi, un po' una liberazione perchè non ce la fai a stargli vicino vedendo che soffrono anche loro con lei, e sei un po' egoista nel chiedere un po' di serenità per tutti, anche se vuol dire perdere qualcuno.

E' stata una giornata intensa, piena di frasi non dette, perchè se ho sperimentato qualcosa sulla pelle è il sentirsi chiedere come stai quando la risposta è una sola "Non lo so". Vedi solo visi, non capisci a chi appartengono perchè la tua testa è altrove, che cerca di metabolizzare. La guardi da lontano, non riesci a soffermarti sui dettagli, gli occhi si riempiono di lacrime che altro non dicono che "Non ho fatto abbastanza".

E sono queste tristi situazioni che ti lasciano con un milione di dubbi in testa, sono quelle che ti spingono a non rischiare mai per paura di dover dire ancora "Non ho fatto abbastanza." Ti butti sul divano, metti un film che hai già visto e che non richiede davvero la tua attenzione. Sai già come andrà a finire e puoi lasciare che la tua testa si svuoti da ogni pensiero, per non pensare, anche solo per pochi minuti. Hai ceduto, è inevitabile, soprattutto per una come me, che tenta di fare la dura finchè può, finchè gli altri ne hanno bisogno. Poi a casa, sul divano, con la mente vuota, ti lasci andare e non importa se avrai gli occhi rossi, è quello che ti serve, per essere pronta a mostrarti ancora un sostegno.

Ti concedi una cena tranquilla, tra amici, senza grosse risate, ma con la necessità di non continuare a pensare a quella notizia che stamattina ti ha buttata giù dal letto. Ti liberi dei pensieri, dei tuoi blocchi, proprio perchè non hai bisogno di esternare qualcosa, anche se non si tratta della vera tristezza di questa giornata. Tiri fuori le tue paure, perchè anche questa giornata ha contribuito ad aumentare il numero di negatività che ti convincono a restare. Sempre con il pallino fisso del Non fare abbastanza. Forse una scusa.

E non mi aspetto che qualcuno comprenda, approvi, commenti. Non sono cose che mi interessano ora. Si tratta della pura necessità di mettere nero su bianco il turbinio di pensieri che mi affollano la mente. Perchè non sei lucido e non puoi soffocare gli altri con questo mare di parole, in fondo sono un po' tutti nella tua stessa situazione, se non peggio!

In questa giornata ti sei anche sentita una donna un po' trasparente, invisibile agli occhi di chi, in una situazione triste per tutti, non è riuscito ad andare oltre quello che vi ha separati, anche se uniti nello stesso dolore. E continua a intrecciarsi quella matassa incasinata di pensieri che ti fanno scoppiare la testa. Pensi alla maturità che alcune persone non avranno mai. E in una situazione tanto triste ti chiedi come sia possibile restari trincerati dietro alle proprie convinzioni così. E ti fa anche un po' incazzare perchè nessuno ha bisogno delle vostre tensioni ora. C'è solo bisogno di comprensione per chi oggi sta aprendo un capitolo tanto complicato della propria vita, e tu, amico da sempre, devi solo stargli accanto, con tutta la forza che hai.

Non so bene cosa ci sia scritto in queste righe, non so se si capisce davvero qualcosa, ma va bene così.

A una donna meravigliosa, una mamma, una moglie, un esempio.


.S

2.5.11

E dopo la Pioggia...

...il Sole.
E' un po' un modo di dire, un po' una realtà.
Innanzitutto è necessario scusarsi, perchè quattro, forse cinque giorni di silenzio radio devono essere giustificati!
Mi sono lasciata inglobare totalmente, anche di più per chi mi ha subito in questi giorni, dallo studio, un po' come si dice "Studio Matto e Disperatissimo"...più Disperato che altro, in effetti.
Un pesantissimo esame davvero terribile, ma era proprio quello che ci voleva per riprendermi dopo un periodo universitariamente nero! Sembra assurdo, eppure è così!
E' quello che ci vuole per scrollarti di dosso l'idea della scansafatiche, del fallimento sotto alcuni punti di vista che ti danno un po' fastidio.

Non è stata una delle mie migliori performance, ma ho dato il meglio che potessi dare come studentessa un po' spossata e sconnessa come sono adesso.

E nonostante il fatto che, tra ieri sera e stamattina, non mi sarei data nemmeno una possibilità di farcela, quando sono uscita di casa c'era un bel sole luccicoso sopra la mia macchina, che però splendeva poco...forse perchè dovrei lavarla!
Era incoraggiante, soprattutto dopo questi giorni di reclusione e pioggia insistente che non ha fatto altro che buttarmi giù il morale e la luce, tanto da costringermi a passare tutto il giorno con il lampadario attivo. Mio padre continua a dire che ho parenti all'Enel. Odio tenere accesa la luce più del necessario....ehm...sto divagando.

Comunque, tutto questo per dire che, ci crediate o no, a volte il buon Karma ci mette lo zampino...
E nonostante ci siano dei periodi non proprio bui, ma scuriti dalle giornate uggiose, esce sempre un raggio di sole, di quello bello e luccicoso che ci da una mano, ci svolta la giornata e ci fa sentire decisamente meglio.

E' ora dell'impermeabile, perchè anche se ricomincerà a piovere ci saremo riscaldati con quel raggio di sole, e ci sentiremo sicuramente meglio...

.S


22.4.11

Pulizie di Pasqua

Questa giornata un po' uggiosa l'ho dedicata alla pulizia accurata della mia Camera, che ogni tanto viene trascurata, così oggi ho fatto una full immersion per mettere ordine.

Sono una di quelle persone che difficilmente riesce a stare in silenzio, perchò ho acceso il mio pc e ho messo su un po' di musica, anche per ripassare tutte le canzoni dei Pertubazione, che stasera, finalmente, danno un concerto al Teatro della Concordia, e io sarò in prima fila, o quasi.

Comunque sia è stata una mattinata e un pomeriggio piuttosto intensi e interessanti. Ho svuotato il mio capientissimo scaffale, passando in rassegna ogni cartaccia, quaderno, scatola che mi trovassi davanti, per fare una cernita di quello che andava tenuto e quello che no. E già è stato un bel trauma, infatti sono del gruppo "Lo butto...e se poi mi servisse come faccio?!" (così facendo ho rimpito un pc intero di cose...), ma mi sono sforzata un po' e ce l'ho fatta. E' necessario farlo di tanto in tanto, così ho riempito una busta di carta e una di cianfrusaglie (sì, la raccolta differenziata anche quando butto via le cose), e mi sono sentita un po' meglio!

E una volta alienatami anche dalla musica ho iniziato a parlare da sola, nella mia testa ovviamente e ho iniziato a sfoltire i miei pensieri, a fare una cernita di quello che, dentro di me, deve essere tenuto e quello che no. E' inutile portarsi dietro dieci mila questioni che non fanno altro che appesantirti la giornata. Mi sono riempita di aria fresca e buoni propositi, proprio quello di cui avevo bisogno per risollervami un po' il morale.
E allora ho deciso di lasciar perdere le polemiche inutili, le discussioni che non portano da nessuna parte, le ripicche e il malumore per principio. Ho bisogno di serenità e tranquillità, e quello che può aiutarmi è liberarmi di un po' di negatività, anche quella degli altri. Certe cose che vengono dette è bene lasciarsele un po' scivolare addosso, altrimenti non si riuscirebbe più a respirare, no?!

E oggi, che è lEarth Day i miei buoni propositi sono rivolti anche a ciò che mi circonda! E' ora di fare qualcosa, oltre alla raccolta differenziata, come usare un po' più i piedi e un po' meno la macchina (e detto da una pigra come me è proprio un evento!).

Oltre a riempirci di nuovi buoni propositi per sopravvivere, vi invito a riflettere su quello che possiamo fare per la Terra, la nostra Mamma, che in fondo è indifesa. Vi invito a leggere un Post davvero interessante, che oltre ad essere accompagnato da una foto molto evocativa, raccoglie il senso di questo giorno un po' speciale.
Earth Day 2011

E voi? Avete fatto le Pulizie di Pasqua? E' ora di sfoltire!!!

.S