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19.4.12

"Bisogna avere ancora un caos dentro di sé..." (cit.)


"Bisogna avere ancora un Caos dentro di sè, per partorire una Stella Danzante"
Friederich Nietzsche




E' una frase che ho sentito spesso ripetere da mia Sorella, F., che porta avanti, ormai da secoli, l'intramontabile passione per la danza.
E' una passione che mi appartiene, ma che ho abbandonato, non senza una traccia di pentimento e dispiacere, a causa della mia più irrefrenabile passione per quello che vorrei dinvetasse il mio mestiere, l'Architettura.
E' grazie a lei, alla scuola di danza in cui svolge le lezioni e ad un meraviglioso artista del contemporaneo, che ho potuto rubare una serie di timidi, forse bizzarri, scatti.
Stanno preparando una Performance che si terrà a Teramo, e di cui presto avrete notizie qui. Spero di poter partecipare e di tornare a rubare qualche meraviglioso scatto.


E' stato terribile e sensazionale, al tempo stesso, potermi trovare di nuovo in una sala dove si respira dedizione, arte, musica ed emozione, tornare a lasciarsi trasportare da quella gestualità e tecnica che mi appartiene e, irrimediabilmente mi manca.
Non senza un velo di imbarazzo ho chiesto a questo insegnante di poter entrare nella sua classe e immortalare le ballerine, qualche piccolo tratto della sua meravigliosa coreografia. Non è stato semplice vincere la timidezza, visto che Francesco, così si chiama, ha anche una spiccata sensibilità per la composizione fotografica, e scatta frammenti assolutamente stupendi.


La danza è qualcosa che libera le emozioni più nascoste, non è solo un susseguirsi di passi e tecnica, di Attitude, Dèveloppè, Pliè, Port de Bras, è leggerezza, contatto con la terra, tenacia e forza, è abbandono, equilibrio e limiti, è eleganza e linee, brutalità e freddezza.
E' Martha Graham e Giselle, ritmo e musica, è singolo e coro, è contatto e respiro.
Non riuscirei mai a spiegarlo meglio di così, non riuscirei a trascrivere quella sensazione di quiete che mi trasmette, unita all'agitazione da esibizione, alla rabbia degli errori, all'adrenalina di volteggio riuscito.
Vedere quelle mani, quei pieni, l'unitarietà dei gesti e la dovizia di dettagli personali, mi ha scombussolato, quasi da rimettermi in discussioni, da farmi domandare se riuscirei di nuovo a ritagliarle del tempo, a sperimentare di nuovo quell'insieme di sensazioni che vincono spesso la stanchezza.


 


.S


P.S. Non vi preoccupate,
non continueremo su questa linea di smancerie,
ci sono tantisssssime cose di cui parlare.